Con 18 voti contrari, 3 favorevoli e 1 astenuto, il Consiglio comunale di Gubbio ha bocciato l’ordine del giorno sul crocifisso in aula consiliare presentato da Rinascimento Eugubino.

Gubbio Futura ha espresso un voto contrario, coerente con la posizione assunta fin dall’inizio. In commissione ci eravamo astenuti per evitare una polemica strumentale, nella speranza che il tema non arrivasse in aula. Ma quando la proposta è diventata un teatrino politico, la nostra risposta è stata ferma: un no chiaro e consapevole.

“Il voto non è pro o contro il crocifisso – ha dichiarato il consigliere Jacopo Cicci – ma contro la volontà di imporne la presenza in un luogo che rappresenta tutta la cittadinanza. Non vediamo come questo possa migliorare la vita degli eugubini.”

Per oltre due ore, il Consiglio ha discusso un tema che non affronta nessuno dei problemi reali della città: scuole, sanità, carovita, lavoro.
E ci chiediamo: com’è possibile che si trovi tempo e voce per questa proposta, mentre si tace sui temi che riguardano il presente e il futuro della nostra comunità?

Durante il dibattito, persino la destra istituzionale ha preso le distanze da Rinascimento Eugubino, isolandolo politicamente. Una frattura aggravata dalla lettera inviata ai vertici nazionali dei partiti per forzare una posizione favorevole: un’ingerenza esterna che ha prodotto un effetto boomerang.

Tra i molti interventi, quello della consigliera Simona Minelli (Led) ha ricordato che l’obbligo del crocifisso nei luoghi pubblici fu introdotto nel ventennio fascista, e che le sentenze citate non riguardano le aule consiliari. All’opposto, Adele Martinozzi (FdI) ha auspicato un ritorno all’imposizione per legge. Due visioni radicalmente opposte, e solo una rispettosa dei principi democratici.

La nostra idea di istituzioni

Abbiamo votato contro un atto divisivo, non contro un simbolo.
Contro chi usa la religione per fini politici, non contro la spiritualità.
Contro un modo di fare politica che cerca lo scontro e non il confronto.

Crediamo nella laicità delle istituzioni, nella pluralità delle identità, nel rispetto reciproco.
Gubbio ha bisogno di una politica responsabile, vicina alle persone e ai loro bisogni, non di messinscene ideologiche.

La politica deve tornare a occuparsi delle persone, non dei muri delle aule.

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